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Domande frequenti

Implantologia

Igiene orale e prevenzione

Trattamento malattia paradontale

Ortodonzia fissa e mobile

Protesi

Trattamenti estetici


Implantologia

A cosa servono e chi ne può beneficiare?

Spesso la perdita d’elementi dentari comporta un danno non solo da un punto di vista estetico (perdita del sorriso) o funzionale (insufficienza masticatoria) ma anche psicologico con conseguente difficoltà nella vita di relazione. Le tradizionali tecniche di riabilitazione protesica, sia fisse sia mobili, richiedono la riduzione d’elementi dentari sani o l’applicazione d’ingombranti manufatti che possono non rispondere alle aspettative del paziente. Ormai da oltre 30 anni in sostituzione di elementi dentari perduti sono disponibili impianti osteointegrati endossei.

Cosa sono?

Gli impianti dentari sono delle viti in titanio che vengono posizionate all'interno delle ossa mascellari e che fungeranno da sostegno per la ricostruzione protesica. In pratica gli impianti sostituiscono le radici dei denti che sono state precedentemente estratte.


Come funzionano?

Contrariamente a quanto spesso viene detto gli impianti osteointegrati non sono soggetti a rigetto. Infatti, il materiale da cui sono costituiti, il titanio, rappresenta un materiale assolutamente biocompatibile che cioè viene riconosciuto dall'ospite come elemento naturale.

Come vengono inseriti e restaurati?

Due fasi successive sono necessarie perché gli impianti possano essere utilizzati. Una prima fase chirurgica consiste nell’inserzione degli impianti stessi. A questa fase segue il periodo di guarigione dove avviene l’osteointegrazione vera e propria. Questa fase può variare da 3 a 6 mesi in condizioni normali. Al termine di questa fase è necessario un secondo intervento per scoprire gli impianti fino a quel momento sommersi e posizionare la vite di guargione. Una volta guarita la gengiva intorno all'impianto è possibile per il collega protesista prendere impronte e trattare gli impianti analogamente a radici dentarie. La fase protesica si conclude con la inserzione dei manufatti protesici indicati per quel tipo di paziente.

Che successo hanno e quanto possono durare?

Studi longitudinali di oltre 20 anni, effettuati in Svezia e negli Stati Uniti, hanno dimostrato che gli impianti possono essere considerati una terapia di grande successo avendo una sopravvivenza compresa tra l'85 ed il 93%. Questo dato è ancora più significativo se viene paragonato a qualsiasi altra terapia odontoiatrica che mediamente non riesce a raggiungere una tale affidabilità. Sfortunatamente però, anche se in numero limitato, esistono i fallimenti degli impianti. Il fallimento avviene in una piccola percentuale di casi che varia a seconda della sede anatomica e del paziente. Le cause che portano al fallimento degli impianti sono diverse e possono essere sintetizzate in due grandi categorie: fallimenti chirurgici o precoci e fallimenti tardivi. Le cause dei fallimenti chirurgici possono essere un eccessivo trauma chirurgico, una infezione precoce del sito implantare, la presenza di condizioni anatomiche sfavorevoli (scarsa qualità e quantità di osso) e alcune abitudini del paziente come il fumo di sigaretta, il consumo di alcool o di droghe. I fallimenti tardivi possono essere causati da sovraccarico occlusale, sviluppo di infezioni croniche simili alla parodontopatia e dette peri-implantiti, inadeguato mantenimento igienico da parte del paziente e condizioni anatomiche sfavorevoli come scarsa qualità delle ossa alveolari.

Chi può usufruire degli impianti?

Non tutti i pazienti possono essere candidati agli impianti. Fortunatamente le moderni tecniche chirurgiche di rigenerazione ossea hanno drasticamente ridotto il numero di coloro che non possono ricevere impianti osteointegrati. Fattori che rappresentano controindicazioni a questo trattamento sono malattie sistemiche come il diabete scompensato, malattie cardiovascolari importanti, malattie del sangue e della coagulazione, osteoporosi grave, fumo di sigaretta in forte quantità. Particolarmente il fumo di sigaretta da solo è in grado di raddoppiare il numero dei fallimenti. Inoltre pazienti con una scarsa predisposizione alla igiene orale domiciliare o poco motivati non possono essere considerati buoni candidati a questa forma di riabilitazione.

Come sapere di essere o meno un candidato per gli impianti?

Per saper se si hanno i requisiti per poter ricevere impianti è necessario consultare un parodontologo o un odontoiatra che si occupa di implantologia. Spesso un esame clinico tradizionale e la esecuzione di una radiografia panoramica delle arcate dentarie non sono sufficienti per stabilire la possibilità o meno di intervenire con impianti. In questi casi esami più sofisticati, come la TAC, possono fornire informazioni sullo stato delle ossa mascellari. In generale pazienti totalmente edentuli o che abbiano perso uno o più elementi dentari e che siano in buone condizioni fisiche generali possono candidarsi ad una riabilitazione protesica con impianti osteointegrati.

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Igiene orale e prevenzione

L'igiene orale ed in particolare l'igiene dei denti e delle gengive (o meglio dei tessuti parodontali) è di fondamentale importanza non solo per evitare molte delle malattie dentali più frequenti, ma anche per fare in modo che le cure odontoiatriche che vengono effettuate dal dentista durino nel tempo e non diano luogo ad una "recidiva" della malattia. Chiaramente la figura dell'igienista dentale è di fondamentale importanza nel mantenimento dell'igiene dentale e parodontale, ma è altrettanto importante nell'insegnamento al paziente di tutte quelle tecniche senza le quali molto spesso si giunge inevitabilmente al fallimento delle terapie parodontali ed odontoiatriche in generale.

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Trattamento malattia paradontale

Che cosa è la malattia parodontale?

Un tempo conosciuta con il nome di Piorrea, la malattia parodontale rappresenta oggi una delle cause più importanti della perdita dei denti. Essa è costituita da un complesso di malattie che, in forme diverse, possono colpire ogni fascia di età. La forma più frequente colpisce l'adulto nell' età compresa tra i 40 ed i 60 anni. La parodontopatia è una malattia cronica e come tale non può essere eliminata in modo definitivo ma, può e deve essere curata.

Quale sono le cause che la provocano?

La causa principale è la placca batterica. La placca rappresenta l'insieme dei batteri che albergano naturalmente nel cavo orale. Affinché determinati tipi di batteri agiscano provocando lo sviluppo della parodontopatia è necessario che si verifichino determinate condizioni. Prima fra tutte che il paziente sia in qualche modo predisposto e suscettibile. Oltre al fattore ereditario altre condizioni o comportamenti possono favorire o aggravare la malattia parodontale. Tali fattori sono ad esempio la scarsa igiene orale, il tartaro sopra e sottogengivale, malattie sistemiche come il diabete, il fumo di sigaretta.

Che cosa è una tasca parodontale?

In condizioni di salute la gengiva aderisce al dente in modo da formare un sigillo che protegge le strutture profonde come l'osso, la radice ed il legamento parodontale dall' aggressione di batteri e dai traumi. E' possibile, in assenza di malattia, misurare lo spazio esitente tra denti e gengive con una sonda millimetrata: questo spazio detto solco è profondo da 1 a 3 mm. Quando la placca si accumula sul bordo gengivale, le sostanze rilasciate dai batteri favoriscono l'infiammazione della gengiva che tende a scollarsi approfondendo il solco e trasformandolo in una tasca. Una tasca parodontale è rappresentata quindi da uno stato di infiammazione a carico della gengiva che provoca uno spostamento piu apicale della giunzione tra dente e gengiva. Una tasca superiore ai 4 mm, rappresenta una zona ad alto potenziale di rischio per la progressione della malattia.

Come si riconoscono le malattie parodontali?

Le malattie parodontali diversamente da altre patologie del cavo orale come carie, afte etc. sono prevalentemente asintomatiche. Vi sono però dei segni caratteristici che devono fare insospettire il paziente: il sanguinamento delle gengive durante lo spazzolamento, la scopertura dei colletti dentali (recessioni), la presenza di gonfiore a livello del margine gengivale, la persistenza di alito cattivo, la ipersensibilità dentale agli sbalzi di temperatura, la presenza di ascessi ed infine la mobilità di alcuni elementi dentari.

Come si curano le malattie parodontali?

Nonostante la ricerca in questo settore sia una delle più attive nell'ambito delle scienze biomediche, ancora oggi il fondamento della terapia parodontale si basa sulla eliminazione meccanica della placca batterica. Lo scopo ultimo della terapia è quello di rendere il cavo orale sano e facilmente mantenibile attraverso la semplice igiene domiciliare. Possiamo individuare varie fasi e livelli di terapia. Una prima fase, detta terapia iniziale, riguarda tutti i pazienti che si presentano alla osservazione. Essa consiste nella pulitura del bordo gengivale, della lucidatura delle superfici dentali e nell' apprendimento delle corrette norme di igiene orale. Questa fase può essere sufficiente nei soggetti che presentano infiammazioni lievi come gengiviti. Nel caso ci si trovi di fronte a malattie parodontali moderate o severe, questa fase verrà seguita da una pulizia più profonda, di solito sotto anestesia locale, detta levigatura radicolare. rimozione della placca e del tartaro sotto gengivale Il terzo livello di intervento è la eliminazione per via chirurgica delle tasche e dei difetti ossei che non possono essere trattati con metodi conservativi.

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Ortodonzia fissa e mobile

L'Ortodonzia è la branca dell'odontoiatria che si occupa della cura delle malocclusioni, dei disturbi di crescita dei mascellari, dei difetti di sviluppo della dentizione. Denti anteriori accavallati, diastemati, sporgenti, retrusi, in morso profondo o aperto, oltre ad alterare l'estetica del sorriso, influenzano negativamente l'equilibrio della faccia e l'armonia del profilo labiale, tanto da spingere molti a rivolgersi alle cure dell'ortodonzista. Il risultato del trattamento, il miglioramento dell'estetica generale del viso e del sorriso genera sicurezza di se e disinvoltura nell'affrontare il rapporto con gli altri. La terapia ortodontica riguarda adulti e bambini e prevede l'uso di apparecchi ortodontici fissi e mobili.

Ortodonzia invisibile o Invisalign:

Si tratta di sottili mascherine in plastica trasparente che il paziente applica sulle arcate dentarie. L'allineamento dei denti con Invisalign è anche chiamato ortodonzia invisibile, per il fatto che l'apparecchio non altera l'estetica del sorriso. Lo spostamento dei denti è provocato dalla forza generata dalla deformazione elastica dell'apparecchio. L'azione dell'apparecchio Invisalign è sulle posizioni dentali,efficace perciò per il trattamento delle malocclusioni in cui sono presenti disallineamenti dentali.

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Protesi

Protesi Fissa su denti naturali:

La protesi fissa consente di poter ricostruire dei denti propri rovinati (ad es. da carie ) o mancanti, per mezzo di protesi comunemente chiamate ''corone'' o ''capsule'' (nel caso di protesi su un singolo dente e di ''ponte'' (nel caso di una protesi fissata ed appoggiata su due o piu' denti naturali allo scopo di sostituire i denti mancanti). Ovviamente si differenzia dalle protesi dentarie mobili proprio per il fatto che non è possibile per il paziente rimuovere la protesi dal cavo orale, proprio perchè la protesi fissa è "cementata" ai denti naturali del paziente. La porcellana e' uno dei materiali piu' utilizzati per la realizzazione del rivestimento esterno delle protesi fisse, questo per le sue particolari caratteristiche estetiche e di durezza. Oggigiorno e' possibile realizzare delle protesi fisse in porcellana indistinguibili dal punto di vista estetico e funzionale dai denti naturali.

Protesi Fissa su impianti:

Le protesi dentarie fisse su impianti utilizzano gli impianti osteointegrati come sostegno ed "ancoraggio". Gli impianti a loro volta sono saldamente "fissati" alle ossa mascellari (osteointegrati). L’ impianto osteointegrato, in pratica, è una nuova "radice" in titanio che viene inserita al posto della radice del dente naturale che è stato perso.

Protesi mobile:

Le protesi dentarie mobili sono dei manufatti protesici per mezzo dei quali si sostituiscono uno o più denti mancanti. Ovviamente si differenziano dalle protesi dentarie fisse proprio per il fatto che è possibile per il paziente estrarre ed inserire la protesi dal cavo orale. Nel caso in cui siano presenti alcuni denti la protesi mobile può "appoggiarsi" e "mantenersi stabile" grazie ad attacchi o ganci che esercitano la loro azione sui denti naturali del paziente. Ovviamente maggiore è il numero dei denti presenti e maggiore sarà la stabilità della protesi. Mentre nel paziente completamente edentulo la protesi mobile è detta "totale" ed appoggia e si sostiene completamente sulla mucosa che ricopre le arcate ossee prive di denti. Tra i vantaggi che annoverano le protesi mobili vi è quello della facilità alla pulizia ed all’igiene domiciliare quotidiana sia della protesi che del cavo orale. Inoltre sono generalmente più economiche rispetto ad una protesi fissa tradizionale o su impianti. Tra gli svantaggi abbiamo il fatto che le protesi mobili sono più ingombranti e più fastidiose (proprio perchè mobili!) rispetto alle protesi fisse. Inoltre nel caso in cui queste protesi si appoggino sulla mucosa della bocca talvolta possono determinare delle piccole ferite (piaghe da decubito) che necessitano di modifiche alla protesi per poter guarire.

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Trattamenti estetici

Nella nostra società l'estetica ha acquisito un ruolo così importante che anche nel campo odontoiatrico la richiesta da parte dei pazienti di prestazioni altamente estetiche è sempre più frequente. Vediamo quindi in cosa consistono le ultime novità nel campo dell’odontoiatria estetica.

Lo sbiancamento dei denti:

Da alcuni anni è stata proposta da alcuni ricercatori americani una tecnica che è risultata essere del tutto innocua per lo smalto dei denti: lo sbiancamento dei denti per mezzo del Perossido di Carbammide. Questa sostanza si presenta sotto forma di un gel ed è in grado di liberare ossigeno. L'ossigeno penetra lentamente all'interno dei denti e sbianca le sostanze colorate. Questo gel va utilizzato sotto il controllo del dentista e si applica o direttamente sui denti o all'interno di una "mascherina" di plastica trasparente perfettamente modellata sui denti del paziente, il quale dovrà applicarla durante la notte per un periodo di tempo variabile a seconda dei casi e del tipo di colorazioni presenti. Normalmente è sufficiente un primo ciclo di circa 6 o 7 applicazioni perchè i denti risultino essere più bianchi. Tuttavia alcuni tipi di colorazioni e di macchie risultano essere più difficili da sbiancare e sarà quindi necessario più di un ciclo di trattamento per ottenere un buon risultato.

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  Lo studio